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“…limitatamente al periodo gennaio-giugno 2020, l’attività ispettiva di iniziativa curata dall’Ufficio del Garante, anche per mezzo della Guardia di finanza, è indirizzata: a) ad accertamenti in riferimento a profili di interesse generale per categorie di interessati nell’ambito di: Invero, fino a giugno 2020, l’attività di accertamento dell’Autorità, svolta anche in collaborazione con la Guardia di finanza, riguarderà i trattamenti di dati svolti nell’ambito di settori particolarmente delicati, a partire da quello della sanità. Si ricorda che, recentemente, il Garante ha comminato ad un’azienda ospedaliera una multa di 30.000 euro per non aver impedito che i dipendenti potessero “sbirciare” il dossier sanitario dei colleghi. La violazione avrebbe potuto essere evitata se l’azienda avesse semplicemente osservato le Linee guida in materia di dossier sanitario, emanate dal Garante nel 2015, prevedendo che l’accesso al dossier sanitario fosse limitato al solo personale sanitario che interviene nel processo di cura del paziente ed avesse prestato particolare attenzione nell’individuare i profili di autorizzazione e nella formazione del personale abilitato. Prevenzione, quindi, non solo contro la diffusione del coronavirus ma anche contro l’accesso indiscriminato ai dati dei pazienti.
Oltre ad essere stato oggetto di importanti riforme legislative che hanno dato luogo a diffusi atteggiamenti di “medicina difensiva”, oggi alle prese con l’epidemia da coronavirus, il settore sanitario nei prossimi mesi sarà pure nel mirino del Garante della privacy.
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