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Giu 2, 2020
“dopo la liberazione del territorio nazionale, le forme istituzionali saranno scelte dal popolo italiano, che a tal fine eleggerà, a suffragio universale, diretto e segreto, un’Assemblea Costituente per deliberare la nuova costituzione dello Stato”.
Fu il decreto luogotenenziale numero 151 del 25 giugno 1944 a stabilirlo.
E così, il 2 giugno del 1946, tutti gli italiani, donne comprese, vennero chiamati a votare.
L’esito del Referendum istituzionale è noto: la sovranità andò al popolo e l’Italia rinacque libera (dal fascismo) e repubblicana.
Ma che cosa si intende, oggi, per sovranità popolare?
“…l’impressione è che vi sia una certa reticenza a ragionare, laicamente, di tale tema nel dibattito pubblico e tra costituzionalisti”, afferma Ginevra Cerrina Feroni, Professore ordinario di Diritto Costituzionale Comparato ed Europeo nell’Università degli Studi di Firenze.
Per un piccolo spunto di riflessione, invito alla lettura del suo articolo “Restituire lo scettro agli elettori: la sovranità popolare tra realtà e dover essere”, apparso, il 7 gennaio 2020, sull’Osservatorio Costituzionale.
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