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Se vuoi fare le vacanze, sii prudente. A rischio il posto di lavoro!

In tempo di pandemia, ci vuole il consulente (o il veggente) per organizzare le vacanze.

E sì, perché un errore di corretta pianificazione può costare addirittura il posto di lavoro.

Questo il caso di una dipendente della provincia di Trento che, al ritorno delle vacanze, si è vista licenziare.

La povera malcapitata decideva di recarsi per le ferie estive in Albania, prevedendo - come di consueto, in modo da godere al massimo delle vacanze - il ritorno il giorno prima rispetto al rientro previsto al lavoro.

Tuttavia, al ritorno in Italia, doveva sottoporsi al periodo di quarantena obbligatorio di 14 giorni.

L’assenza dal lavoro le costava caro: un licenziamento per giusta causa.

Dissentendo dalle motivazioni del datore di lavoro, ritenendo ingiusto il provvedimento, essendosi semplicemente adeguata alla normativa vigente, impugnava il licenziamento.

Tuttavia, il Giudice accertava la piena legittimità della decisione del datore, poiché riteneva che la lavoratrice aveva deciso di recarsi all'estero pur consapevole dell’obbligo vigente di quarantena (o comunque lo stesso doveva ritenersi facilmente e doverosamente conoscibile).

Avesse trascorso le ferie in Italia, oggi, avrebbe ancora un lavoro…

L’ignoranza non scusa.

Tribunale di Trento, ordinanza del 21/01/2021.

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