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Distanziamento sociale e atti notarili

Il notaio è un pubblico ufficiale.

Ha il potere di attribuire agli atti, formati al suo cospetto, la cosiddetta pubblica fede, ossia la certezza ufficiale in merito a tutto quello che si è svolto presso il proprio studio.

Prima di raggiungere tale risultato, il notaio è tuttavia tenuto a svolgere una serie di compiti e verifiche, la cui inosservanza lo espone a responsabilità civile, penale e disciplinare.

Il notaio deve infatti:

  • vigilare sulla conformità alla legge degli atti che si appresta a siglare;
  • verificare la provenienza dei documenti a lui presentati;
  • ricostruire la volontà delle persone che a lui si rivolgono;
  • in più, oggi, è tenuto a segnalare alla Banca d’Italia eventuali operazioni sospette, con chiare finalità antiriciclaggio.

Come si può facilmente intuire, uno svolgimento pieno ed effettivo di questi numerosi compiti sembrerebbe richiedere sempre la presenza di tutte le parti nello studio notarile.

Pensiamo all’accertamento della identità dei soggetti, o ancora maggiormente alla verifica dell’effettiva sussistenza di una volontà non viziata delle parti o di situazioni di incapacità di agire. Pensiamo, inoltre, alla solennità dell’atto e alla responsabilizzazione delle parti, circostanze fortemente evocate dall’idea di recarsi dal notaio.

Come è possibile assicurare un corretto svolgimento dell’attività notarile ai tempi del distanziamento sociale?

Dematerializzazione, dicono in tanti.

La soluzione sarebbe offerta dal ricorso agli strumenti informatici che sempre più fanno parte delle nostre vite.

Ma non bisogna essere troppo affrettati a giungere a questa conclusione.

Se l’informatizzazione si è dimostrata strumento utile oltre che necessario in molti settori, le peculiarità della situazione e gli interessi in gioco devono necessariamente indurre maggiori riflessioni circa l’opportunità di ricorrere a mezzi informatici quando si tratta di atti notarili.

Come si può verificare da una webcam che un soggetto non sia costretto con violenza a compiere un atto?

D’altro canto, in un modo sempre più connesso sembra ormai inesorabile una riforma dell’intero apparato notarile.

Nessuno, infatti, dubita dei benefici che la creazione di una piattaforma digitale porterebbe in termini di efficienza e celerità delle attività notarili.

Tuttavia, l’eventuale riforma dovrà necessariamente prevedere mezzi idonei ad assicurare lo svolgimento dei compiti e delle verifiche di cui si è detto sopra, che non a caso costituiscono da sempre uno dei motivi per cui il mondo notarile guarda con diffidenza quello informatico. 

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