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Molto probabilmente sei stato vittima di un data breach. Il bottino è enorme: generalità, luogo e data di nascita, sesso, professione, numero di cellulare, indirizzo e-mail, luogo di nascita e di residenza, e addirittura stato sentimentale di mezzo miliardo di persone è finito online. Come è facile intuire, si tratta di dati che potrebbero essere (come in realtà spesso accade) rivenduti al miglior offerente, per utilizzarli come meglio crede. A chi non è capitato, almeno una volta, di ricevere dal nulla un sms dalla banca o dalla posta, che chiedono di accedere al servizio online per una verifica di sicurezza? Oppure un’e-mail che ci informa di avere vinto un succulento premio? La casistica è varia, così come l'ingegno di questi abili truffatori. I messaggi, poi, puntualmente, contengono l’invito a collegarsi ad un sito internet (spesso costruito a immagine e somiglianza di quello della banca, delle poste e così via) dove viene chiesto di effettuare il log-in con il nostro nome utente e password, il vero obbiettivo dei malfattori. Il gioco è fatto: credendo di accedere al sito “vero”, forniamo informazioni preziosissime ai truffatori. Se molto spesso questi tentativi di truffa sono facili da smascherare, diviene difficile dubitarne quando recano nostre informazioni personalissime e… il rischio di cadere in errore è grande. Quando ricevi un reminder per cambiare la tua password, non pensare che non serve a nulla. Perché più volte la tua privacy sarà violata, più è probabile che la tua libertà di scelta sia compromessa, che i tuoi risparmi vengano ridistribuiti secondo la logica del più furbo ed impunito. E questo è solo un esempio di come potrebbero essere illegittimamente utilizzati i nostri dati. Il Garante della privacy ha chiesto a Facebook di mettere a disposizione un servizio per permettere agli utenti di verificare se siano stati interessati dalla violazione. Nell’attesa ha emanato un provvedimento in cui avverte gli interessati dei rischi: “Furto di dati da Facebook: il Garante chiede al social network di adottare misure per limitare i rischi e avverte che l’utilizzo dei dati provenienti dalla violazione è illecito Utenti invitati a prestare particolare attenzione a possibili anomalie sui propri cellulari Con riferimento ai dati di circa 36 milioni italiani, compresi in molti casi numeri telefonici e indirizzi mail, disponibili online a seguito di una violazione dei sistemi di Facebook, il Garante per la protezione dei dati personali ha chiesto al social network di rendere immediatamente disponibile un servizio che consenta a tutti gli utenti italiani di verificare se la propria numerazione telefonica o il proprio indirizzo mail siano stati interessati dalla violazione. In caso affermativo, infatti, il numero di telefono potrebbe essere utilizzato per una serie di condotte illecite, che vanno da chiamate e messaggi indesiderati sino a serie minacce come il cosiddetto “SIM swapping”, una tecnica di attacco che consente di avere accesso al numero di telefono del legittimo proprietario e violare determinate tipologie di servizi online che usano proprio il numero di telefono come sistema di autenticazione. Il Garante avverte chiunque sia entrato in possesso dei dati personali provenienti dalla violazione, che il loro eventuale utilizzo, anche per fini positivi, è vietato dalla normativa in materia di privacy, essendo tali informazioni frutto di un trattamento illecito. L’Autorità richiama inoltre tutti gli utenti interessati dalla violazione alla necessità di prestare, nelle prossime settimane, particolare attenzione a eventuali anomalie connesse alla propria utenza telefonica: come, ad esempio, l’improvvisa assenza di campo in luoghi dove normalmente il cellulare ha una buona ricezione. Un tale evento potrebbe essere il segnale che un criminale si è impossessato del nostro numero di telefono per usarlo a scopo fraudolento. In questo caso è importante contattare immediatamente il call center del proprio operatore telefonico per verificare le ragioni del problema e, in particolare, per verificare che terzi, fingendosi noi, non abbiano chiesto e ottenuto un trasferimento della nostra numerazione su un’altra SIM. Il Garante richiama infine l’attenzione di tutti gli utenti sull’importanza di diffidare di eventuali messaggi di testo provenienti dal numero di telefono di persone che conosciamo, con i quali vengano chiesti soldi, aiuto o dati personali, perché potrebbe trattarsi di una truffa azionata da malintenzionati che si sono impossessati della nostra numerazione. Roma, 6 aprile 2021”
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