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Facoltà di arresto da parte dei privati

Ebbene sì.

Non solo poliziotti e carabinieri ma anche un privato può arrestare una persona.

Sorpreso?

Lo dice l’art. 383 del codice di procedura penale che recita così:

“1. Nei casi previsti dall’articolo 380 ogni persona è autorizzata a procedere all’arresto in flagranza, quando si tratta di delitti perseguibili di ufficio.

2. La persona che ha eseguito l’arresto deve senza ritardo consegnare l’arrestato e le cose costituenti il corpo del reato alla polizia giudiziaria la quale redige il verbale della consegna e ne rilascia copia”.

In conclusione, se ricorre la flagranza ed il reato è tra quelli perseguibili d’ufficio: arrestate! - con l'ovvio accorgimento di consegnare l'arrestato e il corpo di reato alla polizia giudiziaria.

Per non incorrere in errore, ricordiamo che cosa si intende per “flagranza”.

Ci viene in aiuto il Codice di procedura penale. L’articolo 382 chiarisce infatti che:

È in stato di flagranza chi viene colto nell'atto di commettere il reato ovvero chi, subito dopo il reato, è inseguito dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima.

Ulteriore requisito che legittima l’arresto in flagranza è che il reato in questione sia perseguibile d’ufficio.

Come molti sapranno, si tratta di quei reati che vengono sanzionati e repressi dallo Stato senza che sia necessaria una specifica richiesta da parte della vittima del reato. Essi si contrappongono, ai reati perseguibili a querela. 

Tendenzialmente, rientrano nella categoria dei reati perseguibili d’ufficio quelli di maggiore gravità. Per fare alcuni esempi, sono perseguibili d’ufficio reati come l’omicidio volontario, la violenza sessuale di gruppo, le lesioni personali aggravate.

In particolare, l’articolo 380 contiene la lista dei reati per i quali è ammesso l’arresto in flagranza da parte del cittadino (qualora ovviamente perseguibili d’ufficio)

  • Deve ricorrere l'ipotesi di delitto non colposo consumato o tentato per il quale la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti anni.

Oltre a ciò, l’articolo 380 individua una serie di specifici reati, tra i quali spiccano:

  • delitto di violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ai suoi singoli componenti previsto dall'articolo 338 del codice penale;
  • delitto di riduzione in schiavitù previsto dall'articolo 600, delitto di prostituzione minorile previsto dall'articolo 600 bis, primo comma, delitto di pornografia minorile previsto dall'articolo 600 ter, commi primo e secondo;
  • delitto di violenza sessuale previsto dall'articolo 609 bis, escluso il caso previsto dal terzo comma, e delitto di violenza sessuale di gruppo previsto dall'articolo 609 octies del codice penale
  • delitto di atti sessuali con minorenne di cui all'articolo 609 quater, primo e secondo comma, del codice penale;
  • delitto di furto quando ricorre la circostanza aggravante prevista dall’articolo 4 della legge 8 agosto 1977, n. 533, o taluna delle circostanze aggravanti previste dall’articolo 625, primo comma, numeri 2), prima ipotesi, 3) e 5), nonché 7 bis) del codice penale, salvo che ricorra, in questi ultimi casi, la circostanza attenuante di cui all’articolo 62, primo comma, numero 4), del codice penale;
  • delitti di furto previsti dall'articolo 624 bis del codice penale, salvo che ricorra la circostanza attenuante di cui all'articolo 62, primo comma, numero 4), del codice penale;
  • delitto di rapina previsto dall'articolo 628 del codice penale e di estorsione previsto dall'articolo 629 del codice penale;
  • delitto di ricettazione, nell'ipotesi aggravata di cui all'articolo 648, primo comma, secondo periodo, del codice penale
  • delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope puniti a norma dell'articolo 73 del Testo unico stupefacenti approvato con decreto del Presidente della Repubbblica 9 ottobre 1990, n. 309, salvo che per i delitti di cui al comma 5 del medesimo articolo(;
  • delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni;
  • delitti di promozione, costituzione, direzione e organizzazione delle associazioni segrete previste dall'articolo 1 della legge 25 gennaio 1982 n. 17, [della associazione di tipo mafioso prevista dall'articolo 416 bis comma 2 del codice penale,] delle associazioni di carattere militare previste dall'articolo 1 della legge 17 aprile 1956 n. 561, delle associazioni, dei movimenti o dei gruppi previsti dagli articoli 1 e 2 della legge 20 giugno 1952, n. 645, delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui all'articolo 3 comma 3, della legge 13 ottobre 1975, n. 654;
  • delitti di partecipazione, promozione, direzione ed organizzazione della associazione di tipo mafioso prevista dall'articolo 416 bis del codice penale;
  • delitti di maltrattamenti contro familiari e conviventi e di atti persecutori, previsti dall'articolo 572 e dall'articolo 612 bis del codice penale;
  • delitti di promozione, direzione, organizzazione, finanziamento o effettuazione di trasporto di persone ai fini dell'ingresso illegale nel territorio dello Stato
  • delitto di omicidio colposo stradale previsto dall'articolo 589 bis, secondo e terzo comma, del codice penale.

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