IT

EN

FR

P.A. vs Privato: il danno va provato

Continuano le sentenze della Corte di Cassazione all’insegna del principio che il danno vada provato.

Ebbene sì.

Non basta dire “mi crei un danno” ma bisogna, in modo chiaro e preciso, spiegarne il motivo e provarne l’esatto ammontare.

Ciò vale anche nel caso in cui vi sia occupazione abusiva di fondi privati da parte della Pubblica Amministrazione.

Così, con la sentenza n. 14268/2021, la Suprema Corte ha chiarito se il danno da ciò derivante possa o meno ritenersi in re ipsa.

In particolare:

«il danno patrimoniale o non patrimoniale (financo nel caso di lesione di diritti inviolabili) non può mai ritenersi in re ipsa risarcibile, essendo il solo danno-conseguenza, e non anche il danno evento, giacché altrimenti risulterebbe snaturata la «funzione del risarcimento», che verrebbe ad essere riconosciuto quale «pena privata».

Il danno va allegato e provato.

Ma come?

Se non attraverso documenti e testimoni, si ricorrerà alla prova presuntiva, che non è di grado subordinato nella gerarchia dei mezzi di prova, e quindi non «più debole» della prova diretta o rappresentativa.

Infatti le presunzioni possono assurgere anche ad unica fonte di convincimento del giudice, costituendo una "prova completa", sulla quale può anche unicamente fondarsi il convincimento del giudice, con un solo limite: il principio di probabilità (Cass., n. 13546/2006).

Ti possiamo aiutare?

Contattaci, senza impegno, per un primo colloquio

0341.365321

info@rattistudiolegale.com

Oppure compila il modulo per essere ricontattato

Campo non valido
Campo obbligatorio.
Inserire una e-mail valida.
Campo obbligatorio.
Campo non valido
Campo obbligatorio.
Campo obbligatorio.
Invia