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Qualche giorno fa è stata approvata la legge delega sulla riforma dei processi relativi a controversie coinvolgenti persone, minorenni e famiglia, che porterà all’introduzione del Tribunale per la famiglia e i minori. Di cosa stiamo parlando? Nell’intento del legislatore, il nuovo Tribunale per la famiglia e i minori accentrerà tutte quelle controversie che riguardano minorenni, persone e famiglie. Stiamo parlando di situazioni tra loro spesso fortemente connesse (pensiamo semplicemente a divorzi, responsabilità genitoriale, adozioni, tutele) sinora frammentate tra più giudici e processi, con un’inevitabile diminuzione di tutela (un giudice che conosce solo una parte del tutto, non sempre riesce a dare la soluzione migliore), un aumento dei costi per i privati (chiamati a subire più processi) oltre che uno spreco di risorse in una giustizia già a fiato corto. Il nuovo Tribunale, che andrà a sostituire quello dei minorenni, sarà strutturato in sezioni distrettuali, presso le sedi di corte d’appello, e in sezioni circondariali, presso le sedi di tribunale. L’organico sarà scelto scrupolosamente: chiamati a giudicare sulla famiglia e minorenni saranno infatti giudici con specifiche competenze maturate in questa materia. La parola d’ordine sarà efficienza: anche per questo motivo, il nuovo Tribunale sarà supportato da un ufficio del processo, che metterà a disposizione tutta l’esperienza e la competenza dei giudici onorari che lo formeranno. Dopo anni di discussione sulla creazione di questo nuovo Tribunale si è finalmente giunti ad accordo. Solo il tempo dirà se la scelta sia stata quella giusta.
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