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Così un cittadino che ha bruciato un semaforo rosso, si è visto annullare la multa. Ecco il caso giunto al vaglio del Giudice di Pace di Alessandria (sent. 505/2021). I fatti. Un automobilista supera un semaforo mentre è chiaramente segnalato il rosso. Lo strumento è di ultima generazione, dotato di apparecchiatura elettronica che rileva e fotografa prontamente le violazioni. E così fa: la fotografia è chiarissima, incontestabile. Inchioda il guidatore, reo di essere passato con il rosso. Violazione dell’art. 146 comma 3 del Codice della strada. Partita chiusa? Tutt’altro! L’avvocato dell’automobilista si rimbocca le maniche e ha l’intuizione di verificare tutti i permessi e le autorizzazioni per l’apposizione del semaforo intelligente. Scopre così che manca una delibera della giunta che vada a individuare il luogo e i motivi dell’installazione. Questo basta al Giudice di Pace per ritenere l’installazione del semaforo illegittima. Come infatti chiarito anche da una circolare del Ministero dell’interno del 2008, la delibera della giunta deve “contenere l’esatta individuazione del luogo di installazione e la motivazione della scelta che né è alla radice, essendo il provvedimento suscettibile di controllo in sede giurisdizionale”. L’esito sembrava scontato e, invece, mai darsi per vinti!
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