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Cosa rischiano i genitori che accompagnano a scuola la figlia minore sospesa per inottemperanza della normativa inerente la vaccinazione obbligatoria? Obbligo vaccinale e frequenza scolastica: su questo binomio, molto discusso anche nel periodo pandemico in corso, si è recentemente espressa la Corte di Cassazione. La vicenda sottoposta all’attenzione degli Ermellini riguarda un provvedimento di sospensione dalla frequenza scolastica emesso dal dirigente nei confronti di un’alunna per mancata esibizione, da parte dei genitori, della documentazione attestante l’effettuazione dei c.d. vaccini obbligatori. Nonostante ciò, i genitori avevano continuato ad accompagnare la figlia presso l’istituto scolastico. Alla luce di tali fatti, è sorta l’esigenza di verificare se la condotta assunta dai genitori possa integrare il reato di cui all’art. 650 c.p., norma che sanziona coloro che non osservano un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di sicurezza pubblica. Secondo l’opinione espressa in prima battuta dal Giudice per le Indagini Preliminari, la risposta a tale quesito è da ritenersi negativa, poiché l’inosservanza dell’obbligo vaccinale costituisce un illecito amministrativo, la cui violazione, pertanto, non può qualificarsi come reato. Analogamente, anche il provvedimento di sospensione emesso dal dirigente deve qualificarsi come atto amministrativo, la cui inottemperanza non comporta conseguenze sul piano penale. La Corte di Cassazione ha dissentito, tuttavia, dalla decisione di primo grado, affermando invece la sussistenza del reato contestato ai genitori. La questione non è, contrariamente a quanto valutato dal GIP, la condotta di mancato assolvimento degli obblighi vaccinali nei confronti della figlia, ma l’inottemperanza del provvedimento di sospensione emesso dalla dirigenza. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, la Corte osserva come la scelta di esonerare un alunno dall’accesso alla struttura scolastica per mancata effettuazione dei vaccini obbligatori costituisce una lecita facoltà del dirigente scolastico. Pertanto, il provvedimento è da ritenersi legittimo e funzionale a prevenire il rischio epidemiologico che connota tutta la disciplina vaccinale, con particolare riguardo alle comunità scolastiche. Ciò premesso, la Corte ritiene che, nella vicenda in questione, il comportamento assunto dai genitori nell’accompagnare la figlia a scuola risulta in evidente contrasto con il provvedimento dirigenziale e presenta tutti i presupposti per integrare il reato di cui all’art. 650 c.p.
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